√Come si scrivono le parole su una mappa mentale ?

Regola ferrea: su una mappa mentale si scrive sempre in stampatello!

mappa mentaleLo stampatello infatti è lo stile chiaro per eccellenza.

Il corsivo è molto più confuso per la natura dei suoi stessi caratteri, figurarsi poi se tu (come me) abbia anche una pessima grafia.

Quindi stampatello sempre!

Le parole poi è bene scriverle sulle linee stesse delle ramificazioni.

Questa capisco che possa sembrarti una novità, perché non siamo assolutamente abituati a farlo nemmeno quando costruiamo semplici schemi.

Siamo abituati infatti, al limite, a sfruttare frecce o linee per congiungere punti.

Diamo molta rilevanza agli “snodi”, relegando le linee a semplici strumenti di connessione.

In una mappa mentale invece le linee costituiscono una specie di scheletro che le parole devono andare a rinsaldare come forti muscoli.

Per capire quanto sia utile farlo, immagina una parola chiave, il tuo centro della mappa, e da questa fai diramare tre linee morbide scrivendo su di esse le parole correlate.

Non hai la sensazione che le correlazioni “scaturiscano morbidamente dal concetto”? immagino di sì, e questo ti rivela come si tratti di un ottima tecnica per “traghettare i nostri pensieri da un concetto ad un altro”.

Le linee formano allora quasi delle strade su cui le parole corrono verso nuove e correlate direzioni.

E ricorda: utilizza una sola parola chiave per linea e traccia linee lunghe quanto la parola!

Così facendo le parole saranno più vicine e le associazioni più facili.

Un’altra tecnica fondamentale di Mind Mapping consiste nello sfruttare non solo l’uso di variazioni della dimensione nello scrivere, nella linea e nell’immagine, ma anche nell’utilizzare lo spazio in modo organizzato ed appropriato.

La caratteristica importante di una mappa mentale ben strutturata è che può sempre ampliarsi, non ha limiti.

Certo, ogni foglio, per quanto grande sia non sarà mai infinito, ma ciò che conta è che tu continui ad estendere la tua mappa mentale come se lo spazio attorno ad essa non avesse confini.

Tony Buzan ci insegna che la mappa mentale altro non è che una rappresentazione del nostro Pensiero Radiante, che da un punto focale si sviluppa in ogni direzione.

Per rendere al meglio questo concetto hai bisogno di organizzare il tuo spazio da subito, indipendentemente dalla grandezza, presupposta o presunta, della mappa mentale che stai costruendo.

Questo significa che nessun ramo della nostra mappa mentale deve sembrare troppo accartocciato su se stesso, poichè questo ne impedirebbe il virtuale ampliamento ( che può sempre rivelarsi necessario! ).

Inoltre è importante tenere in considerazione non solo lo spazio che occupa la mappa vera e propria, ma anche quello che “non occupa”, cioè gli spazi fra i rami ed i concetti.

È infatti vero che gli spazi bianchi su un testo scritto come questo sono rilevanti come le parole stesse, perché senza i giusti spazi non capiresti nulla.

L’ordine della tua mappa, e quindi la chiarezza e l’efficacia, dipenderanno sempre molto dagli spazi che lasci fra un ramo e l’altro, fra una parola e l’altra, fra un’immagine e l’altra.

Da un punto di vista grafico ci sono anche un sacco di altri mezzi che puoi usare, ad esempio i codici.

Per codici si intendono insiemi di segni per te significativi, come segni di spunta, cerchietti, triangoli, crocette e sottolineature.

Tutto quello che è utile per richiamarti la giusta associazione di idee ti conviene sfruttarlo appieno.

Inizia a costruire una mappa mentale!

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L'autore dell'Articolo

Chiara - Esperta in Time Management, Coach certificato Best Year Yet

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