Comunicazione tra due persone: I segreti svelati

Immaginati una comunicazione fra due persone, che cosa ti viene in mente?
Quasi sicuramente un dialogo.
Persone che parlano.
Benissimo.
La tua immaginazione si è focalizzata subito sul parlato, incentrandolo come aspetto principale della comunicazione.
È vero, però non nella misura che credi tu.
Se io adesso ti chiedessi, in questa conversazione che stai immaginando, quanto è importante quello che queste due persone si stanno dicendo?
Mi risponderai moltissimo.
Che cavolo, è fondamentale!
Vero anche questo, ma “probabilmente” non nella misura che intendi tu.
Se io adesso ti chiedessi quanti livelli comunicativi conosci, che cosa mi risponderesti?
Faccia a faccia, telefono, chat?
No. Quelli sono mezzi di comunicazione, non livelli comunicativi.
Allora che caspita è un livello comunicativo?
È un sottolivello della comunicazione stessa.
Quanti ne esistono?
Tre.
Verbale, paraverbale, non verbale.
Sei perplesso?
Comprensibile.
Ora ti aiuto a capire ciò che sai già !
Il livello verbale ricomprende i contenuti veri e propri della comunicazione, ovvero il linguaggio espresso verbalmente, le parole e le frasi significative che vengono pronunciate, il gergo e lo slang.
Il livello paraverbale ricomprende tutte le sottomodalità verbali, cioè il modo in cui la voce veicola le informazioni significative.
Le sottomodalità verbali sono il tono, il timbro della voce, le pause, i silenzi (il modo paraverbale eventuale in cui si riempiono pause e silenzi), il ritmo, la velocità.
Beh, certo, mi dirai. Chiarissimo.
Penserai che ciò che dico è fondamentale, ma se io urlo sarà ben diverso che se parlo pacatamente.
E il livello non verbale? Il che???
Il livello non verbale, esatto.
Ti chiedi che ci rimane di una comunicazione se ci togli cosa stanno dicendo e come lo stanno dicendo?
Nulla, ovvio.
Nulla? Sicuro?
In realtà ci rimane la maggior parte della comunicazione stessa, e per essere precisi il 55%. Mi sa che adesso ti è un po’ sfuggito il discorso, vero?
Bene, te lo spiego subito.
Il fatto che tu abbia immaginato subito il contenuto parlato evidenzia quanto generalmente siamo propensi a conferire importanza a quello che diciamo, a discapito di tutto il resto.
Questo tutto il resto, poi, è anche un mezzo mistero, e ci sembra perfino un po’ una stupidaggine. Mi sembra evidente che se urlo è diverso dal parlare tranquillamente.
E poi il non verbale che cavolo sarebbe?55% di cosa?
Il sottolivello comunicativo non verbale è il 55% della comunicazione stessa, mentre il paraverbale (quello che sì, certo, è chiaro) vale per il 38%.
Fai un calcolo e adesso saprai quanto conta il sottolivello verbale, cioè cosa sto dicendo. 7%.
Assurdo? Forse.
Ma è la verità.
Se io ti avessi chiesto all’inizio, da uno a cento, quanto conta in una comunicazione il contenuto della comunicazione stessa quanto mi avresti risposto?
100%.
E invece quanto è?
7%.
Immagino tu faccia difficoltà ad accettarlo, ma credimi, è assolutamente così.
In una comunicazione quello che diciamo è la cosa meno importante (se non c’è allineamento e congruenza del nostro paraverbale e linguaggio del corpo).
È estremamente più importante il modo in cui lo diciamo e, soprattutto, l’insieme dei nostri segnali comunicativi non verbali (posizione del corpo, movimento di mani e piedi, gestualità, postura, contatto visivo, distanza dall’interlocutore ecc.).
Perfino come sei vestito e pettinato è determinante.
Questo è necessario per farti capire quanto le idee diffuse sulla comunicazione siano sbagliate e minino alla base lo sviluppo di uno stile di comunicazione veramente efficace.
Rendersi conto della reale importanza dei sottolivelli paraverbale e non verbale non significa affatto che puoi anche smettere di concentrarti su quello che dici o che dice l’altro (se vale davvero 7% chi se ne frega), ma che devi cominciare a dare la giusta importanza (93%!!!) ad una serie di sottomodalità comunicative che fanno davvero la differenza, sia per capire che per farti capire.!
Buona comunicazione !

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