Il ricalco e’ un approccio fondamentale per entrare in rapport col proprio interlocutore e rendere efficace la nostra comunicazione.
Ma come metterlo in atto?
Andiamo per gradi.
Sappiamo che il livello non verbale conta per il 55% della comunicazione.
Benissimo, cominciamo dal pesce grosso.
Quello da cui siamo maggiormente colpiti al primo impatto infatti è proprio il non verbale.
Immaginati di avvicinarti ad una persona.
Prima che questa abbia aperto bocca, ti ha già inviato un mare di informazioni, come la sua postura, i suoi movimenti o il modo in cui si è fermata, la posizione di mani e piedi, l’espressione facciale, il passo se cammina ecc.
Ecco una prima bella infornata del nostro 55%.
Immagina di trovarti davanti a qualcuno che ti mostra diffidenza, evidenziata magari da una postura rigida, lo sguardo sfuggevole, le braccia conserte (se fa molto freddo non ti conviene prendere le braccia conserte come un segno di chiusura, ma come il naturale tentativo di non disperdere il calore!
Questo piccolo appunto serve per ricordarti di non trascurare mai l’analisi ambientale) ecc.
In questo caso non ti conviene ricalcarlo molto, ma basta che ti limiti ad un po’ di attenzione, perché è evidente che entrare in rapport sarà un po’ più complicato.
Verso chi mostra una evidente chiusura non è nemmeno utile contrapporre una decisa apertura, per quanto la tentazione sia forte.
La tecnica della reazione uguale e contraria non è sempre sbagliata, ma necessita di grande capacità e delicatezza.
Il livello paraverbale, il nostro caro 38%, è ancora più delicato.
Un ricalco paraverbale, ovvero fatto di tono, ritmo, timbro, medesime pause e via dicendo, rischia più facilmente di essere percepito come uno scimmiottamento.
Qui devi stare particolarmente attento, perché è più facile accorgerci se ci stanno imitando la parlata della postura.
Se la persona parla con un tono molto più alto del tuo, ad esempio, prova gradualmente ad alzarlo anche tu, ma se apri subito bocca con un tono altrettanto squillante l’altro percepirà un fastidioso scimmiottamento.
Il ricalco paraverbale deve essere molto graduale e sottile per poter risultare efficace.
Ancora una volta, cerca di rilassarti.
Se sei nervoso, prima di qualunque ricalco, è il tuo nervosismo che passa, e, poiché le emozioni si riconoscono ed amplificano, credo proprio che l’ultima cosa che tu voglia sia innervosire la persona con cui vorresti comunicare efficacemente.
Da ultimo, il ricalco verbale è un vero e proprio campo minato, ma la buona notizia è che si impara prima e più facilmente degli altri.
Ricalco verbale non significa davvero ripetere esattamente ciò che dice il vostro interlocutore, sarebbe una scena assurda destinata a concludersi molto male.
Allora come si fa?
Devi individuare il codice del tuo interlocutore ed allinearti al suo stesso livello di dettaglio. Spiego.
Il codice è facile.
Si tratta sostanzialmente della somma delle cosiddette hot words (parole e frasi calde, nel senso di significative).
Ad esempio, se il tuo interlocutore esclama sempre “figata!” per sottolineare qualcosa che tu definiresti “ottimo!”, metti da parte il tuo “ottimo!” e rivendigli il suo “figata!” quando se ne presenta l’occasione.
Devi quindi cogliere il suo slang e ricalcarlo con delicatezza e buon senso.
È più facile cogliere un’esclamazione che leggere la postura dei piedi, non ti pare?
In secondo luogo devi allinearti al suo livello di dettaglio.
Se lui si sofferma molto sui particolari nel parlarti e raccontare, tu fai lo stesso, altrimenti no.
Anche questa parte non è difficile.
Col tempo diverrai pratico in tutti gli aspetti del ricalco, ti serve solo pratica!
Se poi ti becchi qualche occhiataccia strana o i primi rapport non vanno proprio a buon fine non scoraggiarti.
Per una buona omelette devi comunque rompere qualche uovo!

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