Piu’ cose so di lei, meglio posso sfruttarle a vantaggio della comunicazione efficace.
Domanda: sapere qual è il suo gusto di gelato preferito mi aiuterà a venderle un auto?
Direi di no, però magari puoi aiutarti ad offrirle il suo gelato preferito, così da risultarle simpatico e ben disporla a comprati l’auto.
Che ne dici?
Questo è solo un esempio estremo, ma piuttosto chiaro, di quanto potere ti possano dare le informazioni.
Come recepire al meglio informazioni sul tuo interlocutore?
Se hai il tempo di parlare con la sua famiglia, i suoi amici, i suoi colleghi e leggere i suoi diari dalle elementari ad oggi benissimo, di informazioni ne recepirai un sacco (peccato che il 90% non ti servirebbe affatto), ma ipotizziamo che tu questa possibilità non ce l’abbia, che fare?
Sono due i modi di recepire informazioni su qualcuno per arrivare ad ottenere una comunicazione efficace: osservare e domandare.
Ti sei mai soffermato ad osservare veramente qualcuno (intendo tranne qualche individuo estremamente attraente)? Scommetto di no, e credo anche di sapere perché.
Un mix di non ci ho mai pensato, non ci ho mai fatto caso, non sono un guardone, che diavolo dovrei osservare, per chi mi hai preso ecc.
Benissimo.
Con questo abbiamo appurato che l’osservazione attenta a scopo di comunicazione efficace non è una pratica diffusa, ed è un gran peccato davvero.
Tutto parla di noi.
Tutto.
Nel momento in cui hai di fronte una persona, ella stessa ti veicola un’infinità di informazioni che ti possono essere molto utili.
Tutto parla di noi, lo ribadisco.
Il taglio dei nostri capelli, il colore del nostro cappotto, la montatura dei nostri occhiali, i nostri accessori o la mancanza degli stessi, come teniamo le unghie, come e dove ci siamo seduti, dove guardiamo ecc.
L’elenco è infinito.
L’osservazione consapevole di una persona può arrivare quasi a far divenire il piano verbale superfluo.
Il linguaggio non verbale unito alla presentazione della nostra immagine fornisce informazioni significative per chiunque sappia e voglia coglierle.
Ti sembra difficile? Credimi, non lo è.
Ciò che serve è solo la voglia di imparare a farlo, un po’ di pratica e poi diventerà automatico.
Nota bene: non ti devi ricordare di osservare qualcuno!
Se ti concentri consapevolmente su unghie e scarpe di chi incontri, non solo diventi scemo, ma non ci capirai proprio un bel niente.
Devi solo allenare il tuo colpo d’occhio, allargare il grandangolo della tua percezione ed abituarti naturalmente a farlo.
In un’epoca remota, quando eravamo meno evoluti e pieni di stramberie moderne, ci osservavamo con molta più intensità e frequenza, e sapevamo molto di più gli uni degli altri.
Il secondo modo potentissimo di recepire informazioni su una persona e ottenere una comunicazione efficace è domandare.
Allenati ad ascoltare e domandare, domandare ed ascoltare.
Non devi diventare un torchiatore di sospettati, ma una persona piacevole che sa ascoltare e porre le domande giuste per stimolare il pensiero dell’interlocutore e, al contempo, saperne di più sul suo conto (che può esserti veramente utile, magari proprio per vendergli quella famosa auto).
Chi domanda comanda.
Osservare e domandare ti permette di accedere a tutti i canali comunicativi della persona, non verbale, paraverbale e verbale, facendo sì che tu la possa cominciare a leggere come un libro aperto.

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