√Caratteristiche fondamentali per una buona comunicazione

Durante una presentazione o una conferenza, o magari un meeting fra professionisti, quali sono le caratteristiche fondamentali di una buona comunicazione?

comunicazioneIn questi casi la tua comunicazione è efficace se eviti semplicemente alcuni errori comuni.

Il primo è la dispersione del tuo sguardo.

I nostri occhi, mentre parliamo, hanno bisogno di essere ben gestiti allo stesso modo delle nostre mani, dei nostri piedi, della nostra voce e della nostra postura.

Un buon comunicatore sa che deve sempre evitare di disperdere il proprio sguardo.

Che significa?

Gli occhi devono stare sul pubblico, e sul pubblico tutto.

Se tu cominci a guardare un punto morto nella stanza (una tenda, un angolo del soffitto, ecc.) trasmetti una notevole insicurezza e ti mostri sfuggevole, allo stesso modo in cui ti sforzassi di guardare costantemente tutti.

Quest’ultima cosa è impossibile, è evidente.

Si tratta di una sorta di scanning compulsivo.

Se tu cerchi di guardare tutti, il risultato sai qual è?

Che tutti si accorgono che non stai guardando nessuno.

Tenere bene lo sguardo sulla sala non significa doverlo dividere in parti esatti, in modo che alla fine della conferenza tutti quanti abbiano avuto la lo stessa identica fettina della tua attenzione, proprio come dei bambini a cui hai distribuito la merenda.

Come fare allora?

Una giusta distribuzione della tua attenzione visiva, essenziale per la persuasione e la sicurezza, si ottiene sia evitando lo scanning compulsivo che concentrandosi troppo sui volti compiacenti.

È vero o no che quando parli ad un gruppo di persone c’è sempre qualcuno che noti ascoltarti con interesse, sorriderti, mentre c’è sempre anche qualcuno che invece noti non filarti proprio?

Allora è comprensibile la tentazione di cercare spesso il contatto diretto con sguardi rassicuranti ed evitare totalmente gli sguardi che invece ti trasmettono una sensazione palese di insuccesso comunicativo, giusto?

Se cerchi però troppo spesso gli sguardi compiacenti per darti sicurezza, il risultato è che il resto della sala se ne accorge e si sente trascurato, lasciato indietro.

Col proseguire della comunicazione questa sensazione si acuisce sempre di più, e tu risulti piuttosto antipatico anche alle persone che magari sono interessate e ti seguono ma non ti sorridono più di tanto.

Costoro risentiranno certamente del minor legame empatico che tu stai scegliendo consapevolmente di trascurare.

Quindi devi proprio evitarlo, allo stesso modo in cui rientra nel tuo diritto evitare parzialmente tutti quegli sguardi che dimostrano un disinteresse ed una disattenzione parecchio consolidata.

Anche qui però bada bene, ho detto parzialmente!

Tu devi dimostrare sempre rispetto ed attenzione nei confronti di tutto il pubblico che rimane davanti ad ascoltarti (è infatti vero che magari queste persone così disinteressate potrebbero allontanarsi, magari anche con una scusa).

Se tu ti concentri troppo su una serie di feedback individuali che ti arrivano durante la tua esposizione, trascuri la psiche pubblica e commetti un errore comunicativo che comprometterà moltissimo il risultato finale.

Quindi ricorda, il pubblico non è la mera somma dei singoli, è un’entità a se che devi considerare nel suo complesso.

In questi casi non comunichi a un certo numero di persone, ma ad un pubblico.

Parla, considera ed interagisci sempre con tutto il tuo pubblico.

La tua comunicazione deve essere efficace nei confronti di tutto il pubblico e durante tutto il tempo.

Per maggiori informazioni leggi anche articoli su mappe mentali, clicca qui

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L'autore dell'Articolo

Deborah - Esperto di Comunicazione, Gestione del Tempo

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